Charles Bukowski on “Style”
Style is the answer to everything.
A fresh way to approach a dull or dangerous thing.
To do a dull thing with style is preferable to doing a dangerous thing without it.
To do a dangerous thing with style, is what I call art.
Bullfighting can be an art.
Boxing can be an art.
Loving can be an art.
Opening a can of sardines can be an art.
Not many have style.
Not many can keep style.
I have seen dogs with more style than men.
Although not many dogs have style.
Cats have it with abundance.When Hemingway put his brains to the wall with a shotgun, that was style.
For sometimes people give you style.
Joan of Arc had style.
John the Baptist.
Christ.
Socrates.
Caesar.
García Lorca.
I have met men in jail with style.
I have met more men in jail with style than men out of jail.
Style is a difference, a way of doing, a way of being done.
Six herons standing quietly in a pool of water, or you, walking
out of the bathroom naked without seeing me.Charles Bukowski
Lo stile è la risposta a tutto.
Un nuovo modo per affrontare qualcosa di noioso o di pericoloso.
Fare una cosa noiosa con stile è preferibile al farne una pericolosa senza.
Fare una cosa pericolosa con stile, io lo chiamo arte.
Le corride possono essere un’arte.
La boxe può essere un’arte.
Amare può essere un’arte.
Aprire una scatola di sardine può essere un’arte.
Non sono in molti ad avere stile.
Non sono in molti a mantenerlo.
Ho visto cani con più stile degli uomini.
Sebbene non molti cani abbiano stile.
I gatti ne hanno in abbondanza.
Quando Hemingway si fece schizzare il cervello sul muro con un fucile, quello era stile.
Perché a volte sono gli altri a insegnarti lo stile.
Giovanna D’Arco aveva stile.
Giovanni Battista.
Gesù.
Socrate.
Giulio Cesare.
García Lorca.
In carcere ho conosciuto uomini con stile.
Ho conosciuto più uomini con stile in carcere che fuori.
Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di essere fatti.
Sei aironi che se ne stanno tranquilli in uno specchio d’acqua, o te, che camminando
esci nuda dal bagno senza vedermi.
Yo te deseo…
“Niña” - dijo Milagros con la solemnidad de una sacerdotisa - “yo te deseo la locura, el valor, los anhelos y la impaciencia.
Te deseo la fortuna de los amores y el delirio de la soledad.
Te deseo el gusto por los cometas, por el agua y por los hombres.
Te deseo la inteligencia y el ingenio.
Te deseo una mirada curiosa, una nariz con memoria y una boca que sonría y maldiga con precisión divina, unas piernas que no envejezcan, un llanto que te devuelva la entereza.
Te deseo el sentido del tiempo que tienen las estrellas, el temple de las hormigas, la duda de los templos.
Te deseo la fe en los augurios, en la voz de los muertos, en la boca de los aventureros, en la paz de los hombres que olvidan su destino, en la fuerza de tus recuerdos y en el futuro como la promesa donde cabe todo lo que aun no te sucede. Amen.”
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“Bambina” - cominciò Milagros con la solennità di una sacerdotessa - “i miei doni sono la follia, il coraggio, l’ambizione e l’irrequietezza.
La fortuna degli amori e il delirio della solitudine.
Il gusto per le comete, per l’acqua e per gli uomini.
Desidero per te intelligenza e ingegno.
Uno sguardo curioso, un naso dotato di memoria, una bocca che sorrida e maledica con precisione divina, gambe che non invecchino, un pianto in grado di restituirti la fierezza.
Ti auguro di avere il senso del tempo che hanno le stelle, la tenacia delle formiche, il dubbio dei templi.
Spero tu abbia fede negli auguri, nella voce dei morti, nella bocca degli avventurieri, nella pace degli uomini che dimenticano il proprio destino, nella forza dei tuoi ricordi e nel futuro come promessa che contiene tutto ciò che non ti è ancora accaduto. Amen.”
Angeles Mastretta - Male d’amore
Les Dieux - Paul Verlaine
Vaincus, mais non domptés, exilés, mais vivants,
Et malgré les édits de l’Homme et ses menaces ,
Ils n’ont point abdiqué, crispant leurs mains tenaces
Sur des tronçons de sceptre, et rôdent dans les vents .
Les nuages coureurs aux caprices mouvants
Sont la poudre des pieds de ces spectres rapaces
Et la foudre hurlant à travers les espaces
N’est qu’un écho lointain de leurs durs olifants.
Ils sonnent la révolte à leur tour contre l’Homme,
Leur vainqueur stupéfait encore et mal remis
D’un tel combat avec de pareils ennemis.
Du Coran, des Védas et du Deutéronome,
De tous les dogmes, pleins de rage, tous les dieux
Sont sortis en campagne : Alerte ! et veillons mieux.
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Vinti ma non domati, esiliati ma vivi,
e malgrado gli editti dell’Uomo e le sue minacce,
non hanno certo abdicato, serrate le mani tenaci
su tronconi di scettro, e corrono nei venti.
Le nuvole veloci dai mobili capricci
sono la polvere ai piedi di questi spettri rapaci
e la folgore urlante attraverso gli spazi
è solo un’eco lontana dei loro duri olifanti.
A loro volta suonano la rivolta contro l’Uomo,
il loro vincitore stupefatto e malridotto
dopo una tale lotta con simili nemici.
Dal Corano, dai Veda e dal Deuteronomio,
da ogni dogma, pieni di rabbia, tutti gli dèi
sono usciti in guerra: All’erta! e occhi aperti.